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Un buon caffè è un biglietto da visita

Caffè come biglietto da visita
“Un buon caffè al ristorante è un indispensabile biglietto da visita da lasciare a fine pasto” Parola di chef Francesco Superti

“Tra i fornelli bresciani, ci sono cresciuto. Da Castel Mella, dopo la formazione da cuoco, ho lavorato per vari ristoranti tra la provincia e le rive del Garda, per poi aprire anche un’attività di ristorazione ed enoteca in proprio. Dal cibo si passa al vino (sono diplomato all’AIS), e dal vino si passa al caffè tenendo ben presente il filo conduttore dell’assaggio e l’analisi sensoriale che mi aiuta nel mio lavoro quotidiano.


Ho infatti sempre ritenuto che essere curiosi sia il primo gradino dell'essere aggiornati perché nulla nel campo dell'alimentazione va dato per scontato: il dinamismo del mercato e i grandi cambiamenti del gusto sono sempre un buon incentivo per non stancarsi mai di verificare con il proprio palato la costanza e la validità dei prodotti che devono essere gestiti nei menu che vengono proposti al pubblico.


Tra questi prodotti il caffè ha un aspetto considerevole: viene solitamente servito alla fine del pasto, e se è buono completa e conferma il buon lavoro eseguito nel menu, se è mediocre può lasciare un ricordo anonimo del lavoro svolto dallo chef e vanificare l'impegno di un'intera giornata di lavoro.
Il caffè nella stragrande maggioranza dei casi diventa il biglietto da visita del ristorante, del locale da serata in genere, e proprio per questo non va preso alla leggera.
Il mio avvicinamento alla degustazione del caffè è avvenuto quasi per gioco, dopo una proposta su un social network, e, in maniera quasi naturale, durante la prima degustazione mi sono trovato a confermare le sensazioni che ho sempre avuto durante la mia esperienza professionale:
• alla degustazione ci si deve avvicinare con umiltà 
• il prodotto va valutato in base alle proprie conoscenze sensoriali
un professionista prima assaggia il prodotto, poi in un secondo tempo potrà conoscere il produttore ed il marchio per dare una valutazione obiettiva e non vincolata da presupposti commerciali o packaging accattivanti.
Poche ma essenziali regole che mi pongo ogni giorno per capire e scoprire le caratteristiche principali di qualsiasi prodotto alimentare, che mi danno, ad ogni degustazione, la possibilità di rimanere sorpreso ed affascinato dalla scoperta di nuove sensazioni.”

 

Fonte: Istituto Internazionale Assaggiatori Caffè.